martedì 10 febbraio 2009

Legittima difesa: Giudicatemi dal mio operato e non dalle mistificazioni dei miei interessati detrattori

Legittima difesa: Giudicatemi dal mio operato e non dalle mistificazioni dei miei interessati detrattori

domenica 25 gennaio 2009

Il PD attacca la gestione di Fano solidale; era ora!

La coalizione di Valentini solleva dubbi sull’erogazione di 50 mila euro. Rossi minaccia azione legali contro Pierini
Attacco alla Fondazione solidale: “Fondi senza controllo”
dal Corriere Adriatico di oggi http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=05D448CB20D9F8A3AF19F7DF2294B0CE

FANO - La Fondazione Fano Solidale finisce ancora nelle mire del Partito democratico e della coalizione Fano Vale per un deficit di bilancio di 50.000 euro, la cui copertura è stata richiesta alla Amministrazione comunale. Il segretario del Pd Francesco Torriani e il candidato sindaco Federico Valentini, hanno evidenziato, ieri nel corso di una conferenza stampa convocata nella sede del Pd, come la Fondazione nata per intercettare risorse private e non pubbliche, finisca sempre per fare affidamento sulle casse del Comune. “Non vorremmo – hanno detto i due – che il deficit sia nato per finanziare le vacanze per anziani con l’offerta di servizi aggiuntivi che in periodo elettorale, non troverebbero piena giustificazione. La Fondazione Fano Solidale si dimostra sempre più un ente strumentale del Comune senza che sia soggetto al controllo pubblico: né del Consiglio Comunale né della Corte dei Conti. La cifra di 50.000 euro che con delibera del 23 dicembre scorso la giunta ha devoluto alla Fondazione poteva benissimo essere inserita nel pacchetto anticrisi, sono stati dati più soldi alla Fondazione che alle famiglie in difficoltà (per loro la giunta ha stanziato 40.000 euro)”. Poi il Pd ha posto seri dubbi sull’esito dei concorsi per l’assunzione di personale che il Comune ha bandito in questi giorni. Secondo il partito di opposizione, nel 2009 pochi verranno alla luce e ancora meno saranno le assunzioni, dato che in bilancio non sono state previste le risorse necessarie. Federico Valentini è tornato quindi sulla spesa per il sociale: “Tra me e l’assessore Del Vecchio – ha detto - c’è un problema di impostazione, vediamo i dati del 2008: per i servizi sociali c’è una previsione di 5.356.200 euro e la cifra assestata è di 5.617.110 euro; per il 2009: sempre sui servizi sociali, la richiesta è di 6.080.200 euro, i tagli effettuati sono di 257.260 e l’assegnazione definitiva è di 5.822.950 euro. Ora: il dato definitivo del 2009 (5.822.950), va paragonato al dato assestato del 2008 (5.617.110)”. Si evince che l’aumento è di soli 200.000 euro. (...)
M.F.,
Finalmente il PD e Fano Vale attaccano la Fondazione Fano Solidale; noi di Res publica già l'anno scorso avevamo evidenziato che i bilanci di Anziani Sereni, prima, e fano Solidale, adesso, chiudevano in perdita!
In questi 4 anni mai una parola, che mi risulti, dall'opposizione di centro-sinistra in Consiglio Comunale, eccetto Carlo De Marchi!

domenica 18 gennaio 2009

Grande Renato Curcio ieri a Pesaro!!


2 ore d'eccezione con un protagonista della storia recente d'Italia: Renato Curcio ci ha tenuto per due ore appesi alle sue parole, tutti attenti a non perderne una.
E ha parlato dei campi di concentramento che sono i CPT, dove lo stato segrega i migranti senza che abbiano commesso alcunchè, solo perché "NON GRADITI", e poi, dopo giorni, o mesi, dice loro siete liberi, tornatevene a casa. Ma questi scappano in Italia, in Europa, in cerca di un lavoro, ma il messaggio che gli rimane impresso è "Tu puoi rimanere, ma sappi che per 10 anni vivrai qua SENZA DIRITTI CIVILI", NON_CITTADINI, esseri di serie B.
E Curcio ha citato prima Lombroso poi Ottolenghi, che all'inizio del 900 istituì il sistema di prendere le impronte digitali a chiunque entrasse in carcere, in base al presupposto che chi delinque, o è stato sospettato di farlo, agguingo io, sarà portato "per sua natura" di nuovo a delinquere.
Quegli esseri di serie B li ritroviamo ai Mercati generali a Milano, nelle imprese di pulizie della Grande Distribuzione, in coop. che hanno l'appalto, e lavorano fianco a fianco con i dipendenti di Auchan Carrefour Ipercoop Esselunga ecc. , naturalmente a tempo determinato, - quelli che Grillo chiama "Gli schiavi moderni", ma che, rispetto ai migranti, sempre non in regola, clandestini, senza diritti civili, - sono dei privilegiati, e non si devono lamentare di essere precari a vita, che altrimenti, se "parlano" se si lamentano, possono fare la fine loro, e andare a lavoraere nelle cooperative che sono in appalto.

Ha parlato anche dei "dispositivi", citando Michel Focault, e fra i dispositivi quello che i dipendenti dei grandi ipermercati NON devono parlare fra loro, non devono COMUNICARE, così rimangono SOLI davanti al datore di lavoro che cerca di fare con ciascuno un accordo, per accontentarli su un loro bisogno, ma ricattandoli su tutto il resto.
Interessanti i richiami al carcere, ospedale psichiatrico, carcere psichiatrico (inventato da Lombroso come via di mezzo tra i primi due...) come ISTITUZIONI TOTALI, raccontando un episodio personale di quando era nel 74 a Casale Monferrato.
Sono intervenuto anch'io come altri.
Ho comprato un suo libro, RECLUSIONE VOLONTARIA, edito da Sensibili alle Foglie, casa editrice cooperativa, che per non subire il ricatto delle case distributrici, non è presente nelle librerie, ma vende direttamente.
www.sensibiliallefoglie.it il sito
sensibiliallefoglie at tscali.it la sua mail.

Ettore

martedì 6 gennaio 2009

Conflitto di interessi e spreco di denaro pubblico?

http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=5D36B3314443F74BA491AA6155132236

Berardi risponde alla Destra: "Risanai i conti, ora si indaghi sull'Ente Manifestazioni" 
"Io chiamai Fo al Carnevale: è un genio" 


FANO - Dopo Capodanno è sempre Carnevale, ma prima degli eventi vengono le polemiche. "Non ho il piacere di conoscere Federico Sorcinelli - commenta Alberto Bearardi in risposta all'intervento di ieri del segretario comunale della Destra -. ma con cortesia rispondo: 1) non è elegante definire la giunta Aguzzi "bieca" (cioè torva, truce, minacciosa, livida, sinistra) . E' anche errato definirla di centrodestra, la giunta Aguzzi è soltanto anomale e politicamente confusa. 2) la presidenza dell'Ente Manifestazioni non può essere definita "poltrona" perché richiede impegno e competenza, comporta dei rischi e non prevede indennità alcuna. Molti politici se gli venisse offerta la rifiuterebbero sdegnati. 3) Nel dicembre del 1999 il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio e l'allora Sindaco mi affidarono il compito di provare a salvare il Carnevale di Fano che rischiava di morire sommerso dai debiti. Non mi fu offerta una poltrona ma una sedia elettrica. La mia nomina fu tutto meno che politica. 4) Non è vero che prima di me alla presidenza c'era una consigliera provinciale dei Ds. Documentarsi è imprescindibile. 5) Il Carnevale visse davvero, dal 2000 al 2004, una "era felice": ingresso gratuito, riqualificazione culturale, recupero del Centro storico, spettacoli, pubblicazioni, musica, gastronomia, arti figurative. Di tutto e di più. Bilanci in attivo per 5 anni consecutivi. I debiti pregressi furono quasi interamente saldati. Nel 2005 arrivarono le Lecciso ed iniziò la spirale debitoria. 6) non è vero che ho avallato scelte "di precedenti giunte di sinistra". La responsabilità di aver chiamato per due anni a collaborare al nostro Carnevale il premio Nobel per la letteratura Dario Fo è mia. Ne vado orgoglioso. Fo è un genio. Negarlo è sciocca faziosità politica. 7) non si può sostenere che : "nel 2005 il contributo comunale fu largamente superiore a quello degli anni precedenti e degli anni successivi" e subito dopo che: "non certo il Comune" diminuì il contributo. Un oltraggio alla logica. I tanto citati a sproposito chassis (160.000 euro) furono comprati dal Comune non dalla Carnevalesca . Il contributo previsto per il 2005 era di 200.000 euro ad esso ne furono aggiunti prima 18.400, poi altri 56.170 per sanare il deficit. Incredibile ma vero. Il debito è dell'Ente Manifestazioni ma a pagare fu il Comune. Non mi sembra corretto. Oggi il contributo è di appena 150.000 euro quasi la metà di quello di ieri . E' ridicolo accusare Provincia e Regione. Se il Comune non crede nel Carnevale non può pretendere che ci credano gli altri.
A questo punto é Sorcinelli che deve dire se è accettabile che un consigliere comunale (ndr: Margherita Campanella) gestisca come presidente dell'Ente Manifestazioni il pubblico denaro e se non è il caso di chiedere una indagine amministrativa sui dati forniti. La battaglia per cacciare fuori la politica dal Carnevale continua". 

Questo l'articolo sul C.A. di oggi; io allora mi chiedo:

Un consigliere comunale, la Campanella, che presiede l'Ente Manifestazioni?

Chi decide il contributo e chi lo riceve sono la stessa persona??

E perché sotto la "gestione Berardi" il Carnevale di Fano era in attivo, ora, dal 2005, è una idrovora che succhia denaro dalle casse comunali?


 

Condannati i protagonisti del “caso Tucker”

http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20090106&ediz=14_PESARO&npag=37&file=E_5310.xml&type=STANDARD

Martedì 06 Gennaio 2009

 
   


  
  
  
  
  
 

Cinque condannati, tutti gli altri assolti. Si è concluso così, con le pesanti condanne per Mirco Eusebi, la sua compagna e tre dei suoi più stretti collaboratori, il caso Tucker, la famosa truffa con il tubo anti-inquinamento. Il Tribunale di Rimini, ieri pomeriggio, li ha riconosciuti colpevoli del reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa; sono cadute, invece, le accuse di violenza privata nei confronti dei collaboratori che facevano parte del sistema piramidale creato da Eusebi. Il patron della Tucket, Mirco Eusebi, 44 anni di Macerata Feltria, è stato condannato a 11 anni e 4 mesi di reclusione; la compagna Ivana Ferrara, 41 anni di Campobasso, a 10 anni e 10 mesi. Condannati ciascuno a 9 anni e 4 mesi i suoi collaboratori Simone Ambrogiani, 36 anni di Urbino, e Serenella Pierferderici, 45 anni di Mondolfo. Tre anni, infine, la condanna per Osvaldo Salvi. Tutti gli altri sono stati assolti. 
Il caso Tucker scoppiò nell'ottobre del 2002 dopo le inchieste di Striscia la Notizia. Le indagini della Procura della Repubblica di Rimini avevano finito per coinvolgere ben 56 persone: dai vertici della Tucker via via fino agli altri elementi della "piramide". L'organizzazione creata attorno al dispositivo salva-energia e anti-inquinamento si era rivelato, secondo le perizie dei giudici, un vero e proprio "bidone". Alla sbarra, così, era finito lui, Eusebi, la compagna, i collaboratori più stretti. Sotto accusa poi erano finiti anche altri 48 collaboratori, accusati però di truffa "semplice". Nelle convention e nei meeting la Tucker aveva "arruolato" un grande numero di persone che poi, in seguito alla scandalo, avevano presentato il conto a Eusebi. Un esercito di 1940 persone convinte dal carisma di Eusebi a versare somme variabili tra i 1077 e i 9384 euro soltanto per diventare promoter Tucker e ottenere il "diritto" di rivendere a terzi il discutibile dispositivo. Eusebi doveva rispondere anche delle presunte sevizie fisiche e psichiche consumate in un agriturismo della provincia di Terni, dove secondo le accuse gli affiliati poco produttivi venivano motivati "a dovere" per ottenere il massimo del rendimento. Ma al processo queste accuse cadute.
Ben 9500 le persone coinvolte nella truffa. Circa 10000 dispositivi "commercializzati" e solo 500 venduti. Un'ondata di denunce seguita alla segnalazione di un truffato alla trasmissione "Striscia la Notizia". Carabinieri, Finanza e procure di tre città impegnate nelle indagini. Lo Scandalo Tucker è esploso all'inizio di ottobre 2002. In sostanza i tubi miracolosi erano solo una scusa per avviare una sorta di "Catena di Sant'Antonio" che affiliava persone ingaggiandole come "venditori". I malcapitati venivano introdotti nell'organizzazione, una specie di setta religiosa che aveva sede in un residence in Umbria, da una parte con la promessa di lauti guadagni, dall'altra con pressioni psicologiche che derivavano dalla conoscenza anche della vita intima degli aspiranti venditori. Questi infatti che si fidavano ciecamente di Eusebi, ricevevano un "bonus" di un milione e 200 mila lire ogni volta che riuscivano ad attirare alla "setta" amici o parenti, "consegnando" ad Eusebi notizie sulla loro vita privata, che poi venivano utilizzate per i ricatti e le pressioni psicologiche.

mercoledì 26 novembre 2008

Ma Oscardo Ferri, chi si crede di essere?

Leggo il Corriere Adriatico di oggi, e stento a credere a quanto riportato:
"fano - Ora sulla graticola del Prg ci finisce la Provincia accusata dalla giunta fanese “di avere buttato con i pannolini sporchi anche il bambino”, cioè di avere eliminato dallo strumento urbanistico previsioni importanti per lo sviluppo di Fano e del suo territorio sia di carattere economico che di carattere sociale.

Estremamente penalizzato ad esempio risulta il comparto turistico. Non ha peli sulla lingua il presidente della Commissione Urbanistica Oscardo Ferri nel sancire le prescrizioni notificate dall’ente di controllo che ha privato lo strumento urbanistico di circa il 30 per cento delle nuove lottizzazioni previste. “La Provincia – ha detto – ha letteralmente falcidiato il sistema turistico, eliminando tutte le previsioni di alberghi e villaggi turistici nei pressi della fascia balneare; ma noi non resteremo con le mani in mano. Incominceremo subito a programmare una serie di riunioni della commissione per decidere che cosa riproporre sotto forma di variante, se troveremo l’unanimità dei componenti, tanto di guadagnato, altrimenti procederemo a colpi di maggioranza”. Ferri ha inoltrato anche una interrogazione al sindaco invitandolo ad appurare attraverso l’ufficio legale del Comune se da parte della Provincia esistano violazioni che possano configurare “l’abuso di potere in atti d’ufficio
”.

Ecco, non contento di essere stato il principale artefice di un PRG che passerà a lla storia per aver tentato di seppellire Fano sotto una coltre di asfalto e cemento, il buon Oscardo, vedendosi tagliare i comparti che secondo la Provincia violavano norme comunitarie (non si può costruire a meno di 300 m. dal mare..soprattutto in zone tutelate come SIC e ZPS...) vorrebbe usare i legali del Comune, che PAGHIAMO NOI, per analizzare se nel comportamento dei tecnici della Provincia si possa ravvisare l'ipotesi di reato di "abuso di potere in atti d'ufficio".

Ma visto che la Provincia, per tutelare i cittadini fanesi, gli ha "rotto" il giocattolino, perché Oscardino, l'avvocato, non se lo paga LUI??
Il signor Oscardo Ferri, da buon ex-socialista, è troppo abituato a fare gli affari propri con i soldi pubblici; non per niente è stato nominato Presidente della Commissione Urbanistica...

domenica 19 ottobre 2008

Federico Valentini sulla ex-caserma Paolini è d’accordo con Res publica!

Federico Valentini sull'ex caserma Paolini è d'accordo con noi!
Ieri alla manifestazione Federico Valentini mi ha parlato della conferenza –stampa tenuta ieri mattina a Fano-Tv sulla Paolini, riferendomi del suo dissenso all'acquisto tout- court e della proposta di indire un referendum su tale argomento.
E infatti leggiamo sul Corr.Adriatico di oggi :" E' poi veramente il caso di spendere 65.000 euro per spostare gli uffici comunali, specialmente quando la città ha più bisogno di interventi sociali e di nuove strutture viabili? Non è questa la vera priorità della città di Fano!". Valentini ha proposto di indire un referendum sulla questione. In caso di rifiuto lo organizzerà direttamente il Pd."
A parte il refuso di stampa (per spostare gli uffici comunali e acquistare la Caserma ci vogliono, semmai, 65.000.000 di euro…) siamo molto soddisfatti che il candidato sindaco del primo partito cittadino sia giunto, alfine, sulle nostre posizioni, comuni a tanti altri fanesi, che portiamo avanti dall'anno scorso, sin da quando venne fuori il famoso "Protocollo d'intesa" tra Carloni e Visco; già allora avevamo messo in evidenza come, comunque la si impostasse, con o senza STU, l'operazione acquisto ex Caserma era un'operazione del tutto inutile, e sbagliata, per la città di Fano, per la quale ben altre erano, e sono, le priorità!
Era ora che anche il PD arrivasse su queste posizioni, dopo aver tanto a lungo insistito sia sull'acquisto (già la precedente Giunta ci aveva provato, e a spingere l'operazione era stato proprio il cugino di Federico, Valentino Valentini!)sia sulla destinazione d'uso, che Carnaroli a gran voce chiedeva fosse quella, e solo quella, indicata nel "suo" PRG, e cioè "scuole e università".
Ora, anche grazie a una devastante crisi finanziaria in corso, che ha messo in ginocchio le nostre maggiori banche e quelle di tutto il mondo, e ad una recessione incipiente, ma di cui si avvertono i primi segnali (la "Antonio Merloni" di fabriano è stata ammessa a godere dei benefici della Legge Marzano, che ne evita il fallimento, la stessa di cui beneficiò la Parmalat nel 2003) Federico Valentini, che fino all'altro ieri contestava l'operazione solo sui modi ma non sull'opportunità, si accorge che non è più il caso di insistere sull'acquisto di un edificio, il cui restauro, visto i vincoli delle belle arti, potrebbe costare ben più dei 28 milioni di euro previsti da Carloni nell'incontro di martedì scorso. E lancia l'idea del referendum, che a noi sinceramente non dispiace, visto che può essere l'occasione per far prendere posizione a tanti fanesi che finora non si sono interessati alla questione. Ma i tempi stringono, visto che elezioni comunali ci saranno fra pochi mesi, ormai. Ma già aver preso posizione sull'inutilità dell'acquisto dimostra che in questo momento Federico Valentini è molto più "vicino" agli interessi e ai bisogni della gente del suo "rivale" Aguzzi; e di ciò gli va dato merito.
Ettore Marini


 


 

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 064 del 02/10/2008

DE CASTRO, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

in Italia da qualche anno la vendita diretta di latte crudo, dal produttore al consumatore, ha subito una forte espansione grazie all'installazione di distributori automatici su tutto il territorio nazionale (circa 800 distributori di cui 300 in Lombardia);


 

il latte crudo mostra analoghe caratteristiche qualitative rispetto al latte fresco pastorizzato e il suo consumo rappresenta un'opportunità economica per gli allevatori che hanno deciso di investire sulla filiera corta;


 

dal punto di vista nutrizionale e di genuinità il latte crudo rappresenta un'opportunità anche per i consumatori purché siano informati sulla necessità di distruggere preventivamente i microorganismi patogeni in esso presenti attraverso il riscaldamento del prodotto almeno a 70°C;


 

considerato che:


 

nella Comunità europea solo pochi Stati membri hanno autorizzato il commercio di latte crudo per il consumo umano diretto. Il mercato del consumo diretto di latte crudo è limitato e marginale (stimato in 200 tonnellate per l'Unione europea a 25 Paesi);


 

da una rassegna sugli episodi tossinfettivi dal 1980 al 2000 in sette Paesi industrializzati (Europa ed USA), emerge che tra l'1 e il 5 per cento di tutti gli episodi sono connessi con il consumo di prodotti lattiero caseari, e il 37,5 per cento di questi sono causati dal consumo di latte crudo;


 

il rischio che nel latte crudo possano essere presenti agenti patogeni è reale e, al contrario di quanto avviene nelle produzioni industriali, nel processo produttivo non sono presenti fasi in grado di bonificare il prodotto dalla presenza di microrganismi patogeni;


 

il controllo dei patogeni in allevamento, al di là dell'applicazione delle buone pratiche di allevamento, non è facilmente perseguibile in considerazione del fatto che questi possono: essere causa di specifici eventi morbosi negli animali, colonizzare l'intestino degli animali ed essere eliminati con le feci; essere presenti sulle mucose e sulla cute degli animali; essere presenti nell'ambiente e sulle mani degli operatori;


 

il rischio dovuto alla potenziale presenza di agenti patogeni nel latte crudo può essere amplificato da una non corretta gestione domestica del prodotto da parte del consumatore (eventuali carenze del mantenimento della catena del freddo, nel trasporto e nella conservazione domestica);


 

la percezione che il rischio associato al consumo di latte crudo sia superiore a quello associato al consumo di prodotti trattati termicamente è evidenziata, a livello di autorità sanitarie, dai provvedimenti normativi regionali (circolari) che tendono a ridurre il rischio stesso tramite la comunicazione agli utilizzatori;


 

considerato inoltre che:


 

durante il trattamento termico, obbligatorio prima del consumo secondo quanto stabilito dai principali provvedimenti normativi regionali di cui sopra, tutti i componenti del latte subiscono, in maniera più o meno evidente, delle modificazioni e alcune componenti, come le vitamine, possono andare distrutte;


 

nella Conferenza "Vendita diretta di latte crudo: qualità e sicurezza" dello scorso 11 settembre 2008 tenutasi a Tradate (Varese) sono stati presentati i risultati relativi alla Lombardia del "Monitoraggio e controlli ASL sul latte crudo";


 

il Piano dei controlli ufficiali illustrato nella Conferenza di cui sopra indica che, nel 2007, su 220 aziende lombarde autorizzate alla vendita diretta di latte crudo, il 13 per cento (29 in numero) sono state sospese in seguito al superamento dei parametri consentiti dalla legge,


 

si chiede di sapere:


 

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che il 13 per cento del campione di aziende analizzato in Lombardia nel 2007 è stato sospeso per il superamento dei parametri consentiti dalla legge;


 

se sia stato richiesto il parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanità per analizzare la problematica richiamata nella regione Lombardia ed individuare gli interventi necessari alla sua risoluzione;


 

quali provvedimenti intenda adottare per garantire una corretta e trasparente informazione al consumatore in merito alla modificazione delle componenti qualitative e di freschezza del latte crudo dovuta alla bollitura prima del consumo, giudicata necessaria dalle autorità sanitarie per assicurare l'eliminazione dei microorganismi patogeni in esso presenti.


 

(4-00607)

sabato 19 luglio 2008

Lettera aperta di Gabriele Darpetti - Bene Comune agli amici di Beppe Grillo fanesi

Caro Ettore, e tramite te, cari amici tutti di Beppe Grillo.

Spero che non siate rimaste delusi dalla nostra scelta di annunciare in Conferenza Stampa che Bene Comune intende correre da solo alle prossime elezioni amministrative, con un proprio candidato sindaco, che è Carlo De Marchi.

Anche se in politica occorre usare la logica del “mai dire mai”, era abbastanza chiaro per chi ci ha seguito in quello che abbiamo detto e scritto in questi mesi, che questa era l’unica scelta possibile.
La nostra disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche, PD in primis, non può essere scambiata per una disponibilità a rivedere la nostra posizione. In mancanza di nuovi ed importanti fatti concreti, la nostra scelta è coerente con quelli che sono stati i nostri comportamenti Solo chi trasferiva in noi le sue aspettative senza “ascoltarci” realmente, poteva pensare ad un nostro cambiamento di rotta.

Ma al di là di questa premessa, io penso e auspico, che il confronto e la collaborazione reciproca potranno sicuramente continuare, anche perché il vostro modo di pensare e di agire è sicuramente più vicino a noi di quanto lo sia rispetto al PD.

Se c’è una coerenza nella volontà di combattere la casta politica, quella la trovate proprio in Bene Comune, una lista civica vera, con tanti cittadini che prima non avevano mai fatto politica, e che la fanno realmente con spirito di gratuità e di servizio e non per realizzare vendette o per guerre di posizionamento dentro gli altri partiti.

Se c’è una coerenza con quanto sta dicendo Grillo da molti anni, sulla necessità di ripartire dalle città, con movimenti dal basso, senza collegamenti o alleanze con altri partiti compromessi, quella la trovate oggi solo in Bene Comune.

Se c’è una coerenza nella tua avventura alle politiche nazionali con “per il bene comune”, ossia con la voglia di sfidare il sistema, di proporre un metodo nuovo, persone nuove che ragionano sui dati e non sulle false promesse, quella la trovate in Bene Comune.

Se c’è una coerenza con il percorso di Lista Civica Provinciale, che crede nella necessità di andare da soli, al di fuori di ogni alleanza partitica, per unire i cittadini che vogliono realmente dare un contributo, quella la trovate in Bene Comune.

Sono convinto che non cadrete anche voi nel tranello del voto utile. E’ un tranello già usato a livello nazionale, ed è sotto gli occhi di tutti le conseguenze che ha portato. Inoltre al primo turno (aspetto fondamentale rispetto alle elezioni nazionali) si votano i consiglieri comunali con sistema proporzionale, ed è in questa occasione che si può far valere il voto di opinione.

Così come sono convinto che non cadrete nel tranello che “per battere Aguzzi” bisogna chiudere gli occhi, il naso e la bocca. Primo, perché nella logica del bipolarismo (o peggio ancora dello strisciante bipartitismo) questa è una menzogna che fa comodo ad entrambi gli schieramenti. Secondo perché Aguzzi con il suo centrodestra, non è molto diverso o di gran lunga più pericoloso di Ucchielli con il suo centrosinistra (e Valentini è solo il loro rappresentante fanese).

Io so, che vi basterà frequentare per un po’ il PD, per rendervi conto di certe situazioni che noi, che abbiamo iniziato l’esperienza politica fin dalla primavera del 2003, abbiamo già toccato con mano. E’ solo questione di tempo.

Un’altra politica è possibile, ma è necessario ripartire da nuove basi, da nuovi comportamenti. Non è per voler fare i duri e puri a tutti i costi, o perché ripudiamo a priori i compromessi che una sana politica richiede. Ma oggi il degrado è giunto troppo in basso, e quando si è troppo vicino a terra i compromessi diventano francamente inaccettabili.

Per ripartire da qualcosa che possa interessare di nuovo i cittadini, bisogna avere il coraggio di voltare pagina realmente.

Con grande affetto. Gabriele Darpetti

giovedì 5 giugno 2008

I magistrati di Salerno: «Gravi ingerenze nel lavoro di De Magistris»

«Più indagava e più i vertici della Procura di Catanzaro lo denunciavano agli organi disciplinari»

CATANZARO - «Il contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare il pm Luigi De Magistris negli anni della sua permanenza a Catanzaro appare connotato da un'allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura». Lo afferma la Procura della Repubblica di Salerno, nel provvedimento con cui ha chiesto l'archiviazione nei confronti di De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, nell'ambito dell'inchiesta avviata nei suoi confronti su denuncia di magistrati e altri soggetti coinvolti nell'inchiesta «Toghe lucane», di cui il pm in servizio nel capoluogo è titolare.
L'INCHIESTA - L'inchiesta è stata condotta dal Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Salerno, titolari il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, e il sostituto procuratore Gabriella Nuzzi. Il procuratore Apicella mercoledì mattina è stato a Catanzaro, dove ha ascoltato il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli e dopo tre ore di incontro non è riuscito ad ottenere alcuni documenti dell'inchiesta Why Not. Catanzaro non ha concesso la documentazione richiesta perché l'inchiesta è attualmente in corso. I magistrati di Salerno, quindi, evidenziano nel provvedimento di richiesta di archiviazione «la pressante attività di interferenza alle indagini posta in essere dai vertici della Procura della Repubblica di Catanzaro, e resasi sempre più manifesta con il progressivo intensificarsi delle investigazioni da parte del pm De Magistris. Alle continue ingerenze sull'attività inquirente è risultata connessa, secondo una singolare cadenza cronologica - è scritto ancora nel provvedimento - la trasmissione di continue denunce e segnalazioni agli organi disciplinari ed alla Procura di Salerno».

VERIFICHE SU PERQUISIZIONI A GIORNALISTI - La Procura di Salerno sta inoltre verificando se collaboratori di polizia e giornalisti di cronaca giudiziaria siano stati coinvolti strumentalmente in inchieste condotte dalle Procure di Matera e Catanzaro, subendo anche perquisizioni. Tra i giornalisti perquisiti, su ordine della Procura di Matera, risultano: Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera; Gian Loreto Carbone, inviato della trasmissione Rai «Chi l'ha visto»; Nicola Piccenna, giornalista del settimanale Il Resto; Nino Grilli, direttore de Il Resto; Manuele Grilli, editore dello stesso settimanale. A loro era stato contestato, in concorso con il capitano dei carabinieri Pasquale Zacheo, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione. Altra giornalista coinvolta nelle indagini, questa volta della Procura di Catanzaro, è Chiara Spagnolo, del Quotidiano della Calabria, a cui era stato contestato, tra l'altro, il reato di divulgazione di atti coperti da segreto: subì una perquisizione su ordine della Procura di Catanzaro.

DE MAGISTRIS: ACCUSE INFONDATE - E De Magistris ha così commentato la notizia: «Mi sono difeso, in questi mesi, da esposti e denunce ingiusti ed infondati, esprimendo sempre massima fiducia nella magistratura di Salerno, competente per legge». Poi ha aggiunto: «Ho anche rappresentato molteplici fatti sempre nelle sedi istituzionali e in primo luogo all'autorità giudiziaria di Salerno, per contribuire doverosamente, da magistrato, ad evidenziare l'attività di ostacolo posta in essere ai miei danni ed alle funzioni che ho cercato e cerco ancora di svolgere nell'esclusivo interesse della giustizia».

SVILUPPI - E ora? Ora sembra probabile che la Procura di Salerno vada oltre al provvedimento di archiviazione e si ipotizza possa portare avanti un'indagine contro gli stessi magistrati che hanno sottratto le inchieste Why Not e Poseidone a De Magistris. Intanto il primo luglio, la prima sezione disciplinare del Csm deve decidere in merito al trasferimento di De Magistris. Ma tra coloro che dovranno giudicare ci sono componenti del Csm stesso oggetto delle indagini di De Magistris. Un vero e proprio groviglio.

Fonte corriere della sera

mercoledì 4 giugno 2008

IL CAMPO D’AVIAZIONE NON E’ UN POLLO DA SPENNARE

La città di Fano non possiede un parco pubblico degno di questo nome. A tutt’oggi, la migliore area verde cittadina sono i “Passeggi”: un doppio filare di ippocastani e tigli che insistono su un canale artificiale recintato, tra l’altro non di proprietà dei fanesi, ma per gentile concessione dell’ENEL.

Senza un parco cittadino di pregio, che non sia ridotto a una semplice zona verde di mitigazione tra una strada e un aeroporto, Fano rimarrà una città mozza; se ai fanesi verrà sottratta l’ultima risorsa spendibile in tal senso, sarà compiuto l’ennesimo sacrificio sull’altare degli interessi dell’economia e del potere.

Sull’area del Campo d’Aviazione da anni si fronteggiano molti appetiti: l’aviazione generale, gli aeromodellisti, la speculazione edilizia, i paracadutisti, le imprese agricole, alcuni ricchi industriali e recentemente anche gli ultraleggeristi. Fino ad oggi, le amministrazioni che si sono susseguite hanno dato ampio spazio a tali interessi e molto meno al parco, agognato da tanti cittadini che da anni il 2 giugno lo dimostrano appropriandosi di quell’area anche per un solo giorno, grazie al lavoro encomiabile dell’associazione Bartolagi.

Nel corso degli anni, poco alla volta, su quell’area si sono costruiti gli hangar con i soldi pubblici, è stata aperta al traffico una strada realizzata prima a senso unico e recentemente a doppio senso, è stata ampliata la preesistente recinzione aeroportuale fino ad impedirne il circuito podistico. L’ultimo colpo, però, sarà inflitto dal nuovo Piano Regolatore comunale, che ha sancito il taglio dell’area con un’arteria stradale di grande comunicazione, comprensiva di rotatorie, oltre alla possibilità di costruire immobili “a servizio” del verde per 17.000 mq! Non bastasse, l’ultimo Piano Triennale degli Investimenti del comune prevede di utilizzare 300.000 euro di soldi pubblici per asfaltare la pista dell’aeroporto, in virtù di un presunto sviluppo economico che è stato qualificato insensato e non fattibile da parte di competenti economisti e studi super partes.

Su quell’area i fanesi hanno sacrificato già troppi soldi a servizio di pochi eletti, ma questo non è un motivo per continuare a spenderne degli altri, rincorrendo chissà quale altro improponibile sviluppo dell’aeroporto, comunque incompatibile con la funzione ricreativa ed ecologica del futuribile Parco pubblico.

Se gli urbanisti e gli economisti nei loro piani di sviluppo inserissero i costi ambientali, sociali e sanitari, ben altre sarebbero le scelte sul territorio: non ci sarebbero le case vicino ai camini delle fabbriche a Bellocchi, non si spenderebbero soldi pubblici per realizzare le scogliere artificiali necessarie a difendere strade e caseggiati costruiti praticamente nell’acqua, né gli abitanti di Carrara avrebbero dovuto pagare il loro tributo in termini di salute, accerchiati come sono da una cava-discarica, una fornace e una centrale elettrica.

Basta con le scelte sbagliate: che facciano un passo indietro tutti i portatori di singoli ed egoistici interessi, in nome di quelli di un Parco vero e di pregio, di cui finalmente l’ambiente e tutti i cittadini possano trarre vantaggio.

domenica 4 maggio 2008

Replica all'articolo apparso oggi sul Corriere adriatico: "Gli amici di Beppe Grillo sono una forza politica",

a firma M.F.

2 precisazioni

  • Noi non siamo mai lamentati perché il Sindaco non ha ci ha concesso la sponsorizzazione, o il patrocinio, al convegno con Salvatore Borsellino, ma abbiamo contestato la motivazione, del tutto campata per aria; non è neanche vero, come affermato dal Sindaco, che il patrocinio " su richiesta, viene regolarmente concesso a tutte le associazioni cittadine", in quanto esso era stato rifiutato già in occasione della proiezione del film "ZERO:inchiesta sull'11 settembre". Anche in quell'occasione, infatti, avevamo richiesto sia il patrocinio che un contributo, ma ci erano stati negati ENTRAMBI con la motivazione, squisitamente "politica", "in quanto non sono stati condivisi i temi trattati nell'iniziativa", dimostrando così che il rilascio del patrocinio non vale per tutte le associazioni cittadine che lo richiedano, ma solo per quelle "simpatiche" al Sindaco.
  • Notiamo che rispetto al comunicato stampa di martedì scorso, il Sindaco ha corretto il tiro: non ci accusa più di esserci presentati alle elezioni politiche (" Res Pubblica Amici di Beppe Grillo è un'organizzazione che ha partecipato alle ultime elezioni politiche" diceva testualmente il c.s.) ma di essere una forza politica , sic et simpliciter, e questo il Sindaco lo avrebbe dedotto, stando a quanto riportato da M.F., dal fatto "che lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato che i suoi "amici" presenteranno liste civiche in tutti i Comuni d'Italia". Beppe Grillo NON ha mai detto che i suoi "amici" presenteranno liste in tutti i Comuni italiani, ma semplicemente che "chi vuole, potrà presentare liste civiche"; "chi vuole" non vuol dire "tutti", e noi di Res publica dobbiamo ancora decidere se presentare a Fano una lista "Amici di Beppe Grillo", o meno. Certo che, a leggere tutto l'importanza che ci dà il Sindaco Aguzzi, vuol dire, forse, che in questi pochi mesi (Res publica è nata il 6.11.07) abbiamo "smosso le acque", e fatto opposizione, più noi dei partiti tradizionali, e, forse, il Sindaco fa davvero bene a temere la nascita di una lista "Grillo" a Fano!
  • sabato 19 aprile 2008

    Comunicato stampa dell’ Ass. Res publica amici di Beppe Grillo sull’indagine amministrativa al Comune di Fano


     

    Avvisi di garanzia, ricorsi pendenti al TAR, denunce alla Procura della Repubblica, rinvii a giudizio. E ora anche un danno erariale, ravvisato dagli ispettori ministeriali, che potrebbe essere riconosciuto dalla Corte dei Conti. Fermo restando la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato, comunque gettano ombre e sospetti sull'operato di questa amministrazione comunale.

    Qual è il progetto politico di questa amministrazione? Al di là delle enunciazioni, non si è ancora capito, abituati come siamo ai tentativi di colpi di mano (l'affare Caserma-Stu insegna), alle epurazioni interne, alle decisioni prese in assoluta mancanza di considerazione delle opinioni dei cittadini. E poi traffico, smog, banchetti al teatro, strade pericolose e con l'asfalto dissestato, uffici comunali ridotti al lumicino, come i Servizi Sociali che stanno per sparire.

    Per fugare qualsiasi dubbio o sospetto, chiediamo ancora una volta che sia applicata la massima TRASPARENZA all' attività amministrativa e politica di questa Giunta, suggerendo di rendere pubblici i 24 rilievi contestati in sede di verifica amministrativa, in quanto trattasi di come sono stati spesi i soldi dei cittadini fanesi.

    Danno erariale…"Indagine amministrative degli Ispettori del Ministero dell'Economia"

    http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=3089324B625CF1AA4B99C9D5D677F6A2


    Stefanelli chiede chiarimentiad Aguzzi e all'assessore Carloni sull'accertamento svolto dal ministero e sui rilievi al direttore generale
    Il Pd presenta un'interrogazione. Per la produttività del personale un milione non dovuto
    Ispezione, il caso arriva in Consiglio


    FANO - L'ispezione del ministero dell'Economia e delle Finanze, che ha rilevato una serie di irregolarità nella gestione finanziaria del Comune, esce dagli uffici contabili per produrre la prima eco politica.

    Il capogruppo consiliare del Pd ha presentato sull'argomento un'interrogazione in Consiglio comunale. Prendendo le mosse da quanto pubblicato dal Corriere Adriatico, Luca Stefanelli si rivolge direttamente al sindaco Stefano Aguzzi e all'assessore al bilancio Mirco Carloni "considerato il pesante rilievo che viene mosso al Comune di Fano e al suo direttore generale e visto che il Consiglio comunale a oggi non è mai stato informato di questo accertamento".

    Il capogruppo del Partito democratico chiede di conoscere "quali provvedimenti l'assessorato al bilancio intende intraprendere o ha già intrapreso; se sono fondate, e quali sono, le accuse a carico del direttore generale e dei dirigenti del Comune di Fano". Stefanelli sollecita "altresì che a tutti i consiglieri comunali venga fornita copia dei verbali relativi all'ispezione della Ragioneria di Stato".

    L'esponente del Pd si riferisce espressamente ai rilievi mossi nei confronti di Giuseppe De Leo per i diritti di rogito percepiti dall'attuale direttore generale (nel periodo dal 2002 al 2006) per la redazione degli atti pubblici in qualità di vicesegretario generale. Diritti pari a 50.272 euro, che secondo gli ispettori ministeriali sarebbero illegittimi, per almeno tre motivi, mentre ad avviso del direttore De Leo sono perfettamente legali e dovuti.

    Ma la relazione finale (un dossier di oltre cento pagine) redatta dai due dirigenti dei Servizi ispettivi di finanza pubblica Bardani e Sancricca, che hanno svolto la verifica, riguarda molti aspetti amministrativi e contabili (dal personale agli incarichi professionali, dall'affidamento dei servizi pubblici locali al bilancio) con la contestazione di ben 24 irregolarità, 13 delle quali potrebbero configurare un danno erariale con un'eventuale responsabilità patrimoniale di amministratori e dirigenti suscettibile di accertamento da parte della Corte dei conti (alla quale la relazione è stata notificata).

    I rilievi che presentano un maggiore impatto sulla macchina amministrativa solo quelli relativi al personale dipendente e dirigente: la violazione della Finanziaria 2004 sul blocco delle assunzioni; quella del 2005 sulla ridefinizione della pianta organica; indennità, compensi ed emolumenti vari a diverse figure e, soprattutto, la quantificazione del fondo per la produttività, che potenzialmente riguarda tutti i 568 dipendenti in servizio al 31 dicembre 2006. Gli ispettori contestano la dotazione di questo fondo, in seguito alla contrattazione decentrata con i sindacati realizzata dalle giunte Carnaroli e Aguzzi. Il fondo sarebbe stato ingrato in violazione dei presupposti del contratto nazionale, inserendo indebitamente dal 2002 al 2005 somme pari a 1.098.906 euro. Nel quinquennio l'ente non ha speso l'intero valore del fondo: gli ispettori precisano che il potenziale danno erariale è misurato dalla differenza tra le suddette somme e le economie realizzate.

    LORENZO FURLANI,

    mercoledì 5 marzo 2008

    Angelo David: Licenziato e riassunto due volte

    Il Tribunale accoglie il ricorso contro l’Asur del biologo David
    Licenziato e riassunto due volte


    FANO - Un caso più unico che raro quello del biologo Angelo David: dirigente pubblico del laboratorio analisi dell’ospedale Santa Croce licenziato due volte nel giro di un anno e poi prontamente riassunto per decisione del Tribunale.

    Il primo provvedimento era stato adottato dall’Asur nei confronti del biologo per una richiesta di esami non eseguita, un malinteso, secondo quanto dichiarato dal dottor David.

    Impugnato, con un provvedimento urgente, di fronte al Tribunale il ricorso era stato accolto.

    A distanza di un anno l’Asur ha nuovamente proceduto al recesso accusando il biologo di aver utilizzato la fotocopiatrice del distretto sanitario per scopi personali, ma ancora una volta in sede di reclamo è stato ordinato all’azienda sanitaria il suo reintegro.

    Ora bisognerà vedere se, a questo punto, l’Asur permetterà al dottor David di tornare al lavoro o, come nel primo procedimento, deciderà di pagargli lo stipendio dovuto senza però consentirgli di ricoprire nuovamente il suo posto.

    “In questo secondo caso sono state prese decisioni un po’ troppo “allegramente” al fine di ripristinare la situazione iniziale di licenziamento - commenta l’avvocato Alessandra Gambacorta, che ha seguito la vicenda del dottor David e che ritiene che l’azienda sanitaria si sia appigliata ad una vicenda di poco conto per avviare il procedimento nei suoi confronti - c’è una precisa presa di posizione da parte dell’Asur”.

    Il biologo ha, infatti, già proceduto ad avviare un’azione per contestare il mobbing, che secondo il suo avvocato “sarà ulteriormente avvalorata dagli ultimi sviluppi”, sentendosi vittima di un accanimento nei suoi confronti.

    giovedì 27 dicembre 2007

    Per non dimenticare. Mai...

    http://acuconsumagiusto.blogspot.com/2007/12/la-memoria-ha-un-costo.html

    mercoledì 26 dicembre 2007

    Il Signoraggio

    Che fine ha fatto il Signoraggio monetario?
    Al Beppone nazionale va il merito di essere stato il primo a denunciare la truffa del Signoraggio monetario (nel tour “Apocalisse Morbida” del 1998) e la natura privatistica della Banca d’Italia.
    In quello spettacolo ha sparato a zero sui banchieri (Fazio, Duisemberg, ecc.), definiti i cavalieri dell’Apocalisse, che controllano le economie planetarie, sottolineando più volte come questi signori “stampano le banconote e le prestano”.
    Avete capito bene: stampano denaro e lo prestano ai governi!
    Per non parlare del debito pubblico. Dice infatti Grillo: “e il debito? A chi li dobbiamo due milioni e mezzo di miliardi di lire?

    Nonostante questo, da un po’ di anni Grillo si rifiuta, o gli è stato consigliato di non parlarne, di Signoraggio e dei banchieri durante i suoi spettacoli, perché?
    Una spiegazione la fornisce il dottor Antonio Miclavez in una recente intervista video: «ne ho parlato (si riferisce a Grillo, ndA) circa sei mesi fa e mi ha detto: “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo!”. Uguale Milena Gabanelli (Report su Rai3, ndA)»[15]
    Tralasciamo la Gabanelli per ovvi motivi, ma perché Grillo che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici: semplici camerieri del potere economico? Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni e/o ricatti? Oppure ha cambiato idea? Nessuno lo sa ad eccezione della sua coscienza!

    A cosa servono il V-day, il Mastella-day, la petizione per la Forleo o De Magistris, o quella contro Gentiloni, se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente?
    Forse serve per dirottare le masse e deviarle verso lidi estremamente funzionali per il Sistema che ci controlla?
    Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Quando coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento, a cosa serve prendersela con la manovalanza? Forse per evitare di tirare in ballo i veri manovratori occulti?

    Come disse il giornalista Paolo Barnard in una lettera intitolata “Considerazioni sul V-day”: «I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta»
    Di persone svuotate del proprio Io ce ne sono già abbastanza. E’ necessario partire da noi stessi, senza delegare il politico, il Grillo, il Travaglio, la Forleo o la Guzzanti di turno: solo così saremo padroni della nostra vita e potremo conquistare, o meglio, tirare fuori la nostra vera e unica individualità, cioè l’essenza spirituale.
    Se non ritorniamo in possesso della nostra autentica natura, il Potere continuerà a fare sonni tranquilli. «Credete veramente - continua Paolo Barnard - che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?

    Al Potere, le iniziative di Grillo (inconsapevolmente ci auguriamo tutti) - portate avanti grazie alla consulenza di aziende specializzate - fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita, sono veramente pericolose!
    Concludo nella speranza che non siano vere le affermazioni di Dino Risi (che ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”) al Corsera, perché secondo il regista, Grillo è più attore adesso che quando girava film. Non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente nel blog!
    Speriamo che si sbagli…
    Come pure
    mi auguro che Beppe Grillo dia un segnale di assoluta buona fede riprendendo a parlare, sia nel blog che durante gli spettacoli, di Signoraggio, Poter Forti bancari, Sovranità monetaria, ogm, ecc.

    domenica 23 dicembre 2007

    La nostra posizione sullo scandalo "Carrara di Fano"

    La Cava di Carrara è il migliore esempio dei vizi delle amministrazioni pubbliche italiane.

    E’successo che un ripristino ambientale, che avrebbe dovuto restituire alla naturalità e alla collettività un sito sfruttato per anni, sia stato invece trasformato in una discarica, senza le dovute garanzie a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

    Incredibilmente, questo non è successo all’insaputa di tutti, ma sotto gli occhi della gente impotente, con tanto di autorizzazione regionale e in assenza di qualsiasi controllo, fino al momento in cui la Procura della Repubblica, informata dall’ ARPAM e dall’Ufficio Ambiente comunale, ha proceduto al sequestro dell’area nell’anno 2002. Da allora si sono lentamente susseguiti una serie di atti burocratici, ma i rifiuti sono ancora lì.

    Da diversi mesi, l’ARPAM, l’ASUR e il Comune hanno avviato una serie di indagini valutative, che sembrerebbero escludere la presenza di contaminanti tali da generare malattie e malformazioni, lamentate invece dalla cittadinanza. Ma allora, ci chiediamo, chi si prende la responsabilità di dichiarare una volta per tutte la verità? Ancora nella trasmissione di domenica mattina su Rai uno “Sabato e Domenica“, il Sindaco ha usato il condizionale: non ci “dovrebbero essere problemi”, “sembrerebbe che non ci siano correlazioni con le malattie”. E’ comprensibile che la gente di Carrara non si accontenti dei “se” e dei “forse”, occorrono certezze, dichiarazioni univoche da parte del Sindaco, nel suo ruolo di massima autorità sanitaria della città, che spieghi ai cittadini cosa si intende fare, e quando.

    Infatti, o le dichiarazioni degli abitanti di Carrara, che hanno denunciato malformazioni e malattie, sono leggende metropolitane, alimentate dalla paura e cavalcate da qualche politico (o aspirante tale), scopertosi ambientalista dell’ultim’ora, oppure un nesso con i rifiuti smaltiti nella cava esiste, e allora gli stessi devono essere rimossi senza indugi. Certo, le malformazioni possono avere tante cause, genetiche o contingenti, ma quando se ne determinano due contemporaneamente e nella stessa famiglia a carico di un bambino e di un gatto (come affermato nella stessa trasmissione), per di più nello stesso periodo, non bisogna scomodare professionisti matematici per comprendere che la probabilità di una casualità sia veramente molto recondita!

    Chiediamo al Sindaco Aguzzi di dare una risposta chiara alla richiesta di verità e salute avanzata dai cittadini, e al consigliere Gianfranco d’Anna, lodevolmente promotore di una Commissione d’Inchiesta regionale sull’accaduto, chiediamo di conoscere se ci sono stati funzionari pubblici corrotti o inadempienti, che abbiano rilasciato autorizzazioni con faciloneria od omesso i dovuti controlli, e quali provvedimenti amministrativi verranno presi nei loro confronti

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