mercoledì 8 dicembre 2010
domenica 2 maggio 2010
martedì 10 novembre 2009
Questo è uno Stato alla rovescia
Questo è uno Stato alla rovescia. Ci sono politici alla rovescia, criminali alla rovescia, giornali alla rovescia che fanno informazione alla rovescia. Le buone notizie diventano cattive notizie e le cattive notizie vengono date come se fossero buone.
Così, la Costituzione italiana è un mito da non idolatrare, mentre quasi quasi il papello della mafia è in fondo un decalogo di tolleranza verso le esigenze delle minoranze.
Il Giornale di oggi, a pagina 32, porta l’ennesimo attacco allo Stato, trattato come se fosse un’associazione a delinquere, una setta, una cellula terroristica insediatasi all’interno di un gruppo di affari. Secondo Giorgio Israle e Carlo Lottieri, gli studenti che apprendono diritti e doveri studiando la Costituzione sono “bambini addestrati a venerare lo stato”. Secondo Israel, “è bene che gli studenti conoscano gli strumenti che presiedono alla formazione delle leggi in questo Paese”, ma non è bene “voler usare questo strumento come mezzo di formazione della personalità dei giovani”. Eccola, l’informazione alla rovescia. Su cosa dovrebbe basarsi la formazione della personalità dei giovani? Sui codici dei clan camorristici? E ancora: “il pedagogismo etico di Stato è in consonanza con una certa eredità culturale di sinistra”, ma chi si dichiara liberale non può “unirsi a chi propone l’ora di educazione all’affettività o i corsi di sentimento”. Quindi un liberale, secondo Israel, non può accettare che i suoi figli crescano imparando a muoversi con meno incertezze nel vasto e pauroso mondo delle emozioni e dei sentimenti, mentre i valori che le sue aziende liberali contrabbandano nella società possono invece farsi strada nella mente di adolescenti smarrite, anoressiche, bulimiche e negli ideali di ragazzini che vogliono fare il master al Grande Fratello? Lo stesso uomo liberale che non vuole ore di educazione all’affettività, perchè “la grandezza di una società liberale sta nel lasciare ciascuno libero” trova invece corretto spendere un miliardo di euro per i 22.000 insegnanti dell’ora di religione? Com’è: la spiritualità invece va regolamentata? Israel deve evidentemente professare un liberalismo ad personam.
Carlo Lottieri è un giornalista ancora più alla rovescia di Israel. Talmente alla rovescia che se scrivesse da destra a sinistra e dal basso verso l’alto non se ne accorgerebbe nessuno. Così inizia il suo articolo “Miti: Giusto studiare la Costituzione, sbagliato idolatrarla”.
«L’anno scolastico si è aperto con qualche novità e a tale proposito va riconosciuto lo sforzo, da parte del ministro Mariastella Gelmini, di operare una prima riduzione dell’organico dell’istruzione pubblica. Su un’altra decisione del ministro, però, è stata espressa perplessità e ci si riferisce al tentativo di riportare a nuova vita la vecchia ora di educazione civica col nome di “Cittadinanza e Costituzione”»
ireittoL olraC - perché un giornalista alla rovescia va chiamato così, rovesciandone il nome - inverte con nonchalance il virtuoso con il vergognoso, il meglio con il peggio. Secondo ireittoL, lasciare a casa migliaia di insegnanti è la parte meritevole dell’operato del ministro Gelmini, mentre il voler introdurre un’ora di Cittadinanza e Costituzione è la parte disdicevole. E non è finita qui! Nel favoloso mondo alla rovescia del Giornale di Vittorio Feltri, sentite quali frasi si possono trovare: “l’idea di introdurre un corso che insegni i valori della Costituzione e faccia tutti consapevoli dei diritti e doveri di cittadinanza ha ben poco di liberale”. Quindi crescere intere generazioni di cittadini inconsapevoli è liberale? La libertà non è l’assenza di regole, ma al contrario l’identificazione di un codice comportamentale e normativo condiviso, nel rispetto del quale e solo grazie ad esso ognuno può diventare un cittadino libero. Altrimenti sarebbe lo Stato di natura, la legge della giungla, il far-west. Che pure è una legge, ovvero quella del pesce grande che mangia pesce piccolo, ma non rispetta quei valori di uguaglianza, fraternità, legalità per la conquista dei quali tanta gente ha dato la vita. Essere liberali non può significare avere la libertà di far rientrare capitali dall’estero evadendo legalmente le tasse, la libertà di farsi leggi ad personam per sfuggire ai processi, la libertà di lasciare che siano interessi personali ed economici a plasmare il senso etico e morale di milioni di persone cresciute come ortaggi inconsapevoli nell’orto di pochi magnate della finanza e dei media. Questo non è altro, per l’appunto, che la riproposizione del pesce grande che mangia pesce piccolo. La Costituzione è tutto e solo ciò che protegge il pesce piccolo. Non insegnarla, equivale a non dire ad un uomo di colore che coglie cotone in una piantagione sudamericana che egli è nato libero, e come può fare per rivendicare questo suo diritto. Più lo sporco negro lavora, più si stanca, meno noie darà ai padroni, e Sì, Buana! sarà tutto quello che gli verrà in mente di dire.
Per fortuna, ireittoL ci fa sapere perché ce l’ha tanto con la Costituzione. La considera ”un modesto compromesso realizzato in un’Italia ancora impregnata di fascismo, e per giunta dominata da democristiani solidaristi e da social-comunisti che guardavano a Stalin come al proprio messia”. Certo che tra guardare a Stalin come al proprio messia da una parte, e guardare a Totò Riina e avere Mangano come eroe dall’altra, caro cittadino al contrario, non saprei davvero scegliere.
La tesi che soggiace a questa crociata del Giornale emerge ormai con chiarezza: la Costituzione è comunista, è espressione di una certa eredità culturale della sinistra e va cambiata, quindi perché insegnarla? “Dietro alla questione dell’educazione alla cittadinanza”, continua ireittoL, “c’è il tema di un’appartenenza che prescinde da ogni consenso”. Sì, caro Carlo, mi dispiace darti questa brutta notizia: di solito la Costituzione modella e sottende l’appartenenza ad una stessa cittadinanza. “Eppure sappiamo quanti sono gli italiani, specie al Nord, che sono tali obtorto collo, che vorrebbero poter un giorno votare l’indipendenza della loro regione o città, e che insomma non vivono come una scelta, ma semmai come un’imposizione, la loro cittadinanza italiana. Non meritano forse il nostro rispetto?”.
Questo è il fondo dello strapiombo che il nostro uomo alla rovescia apre come uno squarcio sulla realtà, dipingendo universi paralleli che avrebbero fatto invidia a un quadro di Salvador Dalì. Ecco perché l’ora di Cittadinanza e Costituzione non va istituita: gli italiani sono un popolo di eversivi golpisti e separatisti che odiano il loro paese e vogliono cambiarlo. Altro che terroristi islamici, quelli tutt’al più ti mettono qualche bombetta. Questi vogliono prendere direttamente le istituzioni al loro cuore e disfare lo stivale da cima a fondo. Ma quale ora di Cittadinanza e Costituzione? Istituiamo direttamente l’ora di P2 e Golpe dolce! Berlusconi e Gelli saranno contenti, Israel e Lottieri pure. Al posto dei diritti e dei doveri di ogni cittadino, dovremmo insegnare: come trattare con la mafia, come ripulire capitali frutto di attività criminali, come impadronirsi delle istituzioni senza passare per il consenso elettorale, come infrangere la legge senza essere processati. Poi vogliamo l’ora di massoneria, il corso di fondamenti sulle stragi di stato e così via…
“L’ora di educazione alla cittadinanza è quindi l’ora di religione di quanti non credono più in Dio, ma nello Stato. E’ possibile obiettare ad essa in nome di altre fedi o di nessuna?”
Sì, cari learsI e ireittoL, è possibile. Anzi ha anche un nome: si chiama colpo di stato.
Alex Zanotelli: E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.
Napoli,8 novembre 2009
E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:
L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;
Cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.
Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.
E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’ aria! È la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita! È il trionfo del Mercato, del profitto. È la fine della democrazia.
“Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”
Per questo dobbiamo denunciare con forza:
il governo Berlusconi che, con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.”
il partito di opposizione, il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’ acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).
ed infine tutta l’ opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’ opinione pubblica.
Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perchè ritirino questo decreto o tolgano l’ acqua dal decreto.
E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre. E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.
E chiediamo altresì, ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.
Chiediamo alle Regioni di:
impugnare la costituzionalità dell’ articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Chiediamo ai Comuni di:
Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;
dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica;
fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione, a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.
Chiediamo ai sindacati di :
pronunciarsi sulla privatizzazione dell’ acqua tramite i propri segretari nazionali;
mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :
proclamare l’ acqua un diritto fondamentale umano, come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso all’ acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni nè discriminazioni”(n.27);
protestare, in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica, contro la legge che privatizza l’ acqua;
chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perchè l’ acqua non diventi merce.
Infatti l’ acqua è sacra, l’ acqua è vita, l’ acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’ acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perchè “sorella acqua” , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.
Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi, ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.
lunedì 2 novembre 2009
sabato 5 settembre 2009
domenica 30 agosto 2009
De Magistris: "Si prepara il colpo di Stato d'autunno"
Credo che il popolo italiano debba essere consapevole che la maggioranza politica - di ispirazione piduista - tenterà di utilizzare le Istituzioni per portare a compimento - nei prossimi mesi- il più devastante disegno autoritario mai concepito dal dopoguerra in poi. Un vero golpe d’autunno. Da un punto di vista istituzionale si cercherà di rafforzare il progetto presidenzialista - di tipo peronista - disegnato su misura dell’attuale Premier. Poteri assoluti al Capo dello Stato eletto dal popolo. Elezioni supportate dalla propaganda di regime costruita attraverso il controllo quasi totale dei mezzi di comunicazione. Il Parlamento - coerentemente ad un assetto autoritario e verticistico del potere - ridotto ad organo di ratifica dei desiderata dell’esecutivo con le opposizioni democratiche messe in condizione di esercitare mera testimonianza. La distruzione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura attraverso la sottoposizione del pubblico ministero al potere esecutivo con modifiche costituzionali realizzate illegittimamente con legge ordinaria (quale quella che subordina il Pm all’iniziativa della polizia giudiziaria e, quindi, del governo), nonché attraverso la mortificazione del suo ruolo attraverso leggi quale quella che elimina di fatto le intercettazioni (rafforzando quindi la cd. microcriminalità in modo, poi, da invocare poteri straordinari per combatterla).
La revisione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura – non però nella direzione di liberare tali fondamentali organi dalle influenze partitiche e di poteri che pure sono presenti – ma attraverso il rafforzamento della componente politica e partitocratica. La soppressione della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione formalizzando normativamente la scomparsa dei fatti. La disintegrazione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca, in modo da favorire il consolidamento della sub-cultura di regime, quella per intenderci che ha realizzato il mito del «papi», ossia del padrone che dispensa posti e prebende. Il prossimo Presidente della Repubblica – il desiderio dei nuovi peronisti è ovviamente quello che Berlusconi diventi il Capo, il Capo di tutto e di tutti - dovrà avere ampi poteri e con questi anche il comando delle forze armate (dopo aver già ottenuto la gestione della sicurezza attraverso la sua privatizzazione con l’utilizzo delle ronde da lanciare magari a caccia di immigrati e omosessuali) in modo da poter governare anche eventuali conflitti sociali con la forza.
Sul piano economico e del lavoro la maggioranza prepara la repressione al dissenso ed al conflitto sociale causato da un disegno che punta a rafforzare le disuguaglianze attraverso una politica economica che consolida sempre più i poteri forti e squilibra fortemente il Paese come nei regimi (chi ha già tanto deve avere di più, mentre sempre di più saranno quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese), con l’assenza del contrasto all’evasione fiscale e l’approvazione di norme che rafforzano il riciclaggio del denaro sporco. Il furto delle risorse pubbliche che vanno a finire nelle tasche dei soliti comitati d’affari. Il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. L’incapacità di favorire l’iniziativa economica privata fondata sulla libera concorrenza supportando, invece, la rapacità dei soliti prenditori. L’assenza di strategia che possa rilanciare il lavoro - pubblico e privato - fondandolo sulla meritocrazia e non sul privilegio e sull’occupazione della cosa pubblica (come, per fare un esempio, nella sanità). Assenza di politiche economiche fondate su sviluppo e lavoro, tutela delle risorse e rispetto della natura e della vita. Il saccheggio, in definitiva, della nostra «Storia».
Un progetto contro il nostro futuro. Il colpo di Stato - apparentemente indolore ed a tratti invisibile - reso possibile dall’istituzionalizzazione delle mafie, dalla loro penetrazione nelle articolazioni economiche e pubbliche del Paese, dal loro controllo del territorio, dalla capacità di neutralizzare la resistenza costituzionale. Un golpe senza armi - ma intriso di violenza morale - con l’utilizzo del diritto illegittimo,della creazione di norme in violazione della Costituzione. L’eversione attraverso l’uso di uno schermo legale. L’uccisione della democrazia dal suo interno. È necessario, quindi, che si realizzino subito le condizioni per una grande mobilitazione civile, sociale e politica che si opponga a questo disegno autoritario che stravolge gli equilibri costituzionali e l’assetto democratico del nostro Paese.
martedì 10 febbraio 2009
domenica 25 gennaio 2009
Il PD attacca la gestione di Fano solidale; era ora!
Attacco alla Fondazione solidale: “Fondi senza controllo”
dal Corriere Adriatico di oggi http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=05D448CB20D9F8A3AF19F7DF2294B0CE
FANO - La Fondazione Fano Solidale finisce ancora nelle mire del Partito democratico e della coalizione Fano Vale per un deficit di bilancio di 50.000 euro, la cui copertura è stata richiesta alla Amministrazione comunale. Il segretario del Pd Francesco Torriani e il candidato sindaco Federico Valentini, hanno evidenziato, ieri nel corso di una conferenza stampa convocata nella sede del Pd, come la Fondazione nata per intercettare risorse private e non pubbliche, finisca sempre per fare affidamento sulle casse del Comune. “Non vorremmo – hanno detto i due – che il deficit sia nato per finanziare le vacanze per anziani con l’offerta di servizi aggiuntivi che in periodo elettorale, non troverebbero piena giustificazione. La Fondazione Fano Solidale si dimostra sempre più un ente strumentale del Comune senza che sia soggetto al controllo pubblico: né del Consiglio Comunale né della Corte dei Conti. La cifra di 50.000 euro che con delibera del 23 dicembre scorso la giunta ha devoluto alla Fondazione poteva benissimo essere inserita nel pacchetto anticrisi, sono stati dati più soldi alla Fondazione che alle famiglie in difficoltà (per loro la giunta ha stanziato 40.000 euro)”. Poi il Pd ha posto seri dubbi sull’esito dei concorsi per l’assunzione di personale che il Comune ha bandito in questi giorni. Secondo il partito di opposizione, nel 2009 pochi verranno alla luce e ancora meno saranno le assunzioni, dato che in bilancio non sono state previste le risorse necessarie. Federico Valentini è tornato quindi sulla spesa per il sociale: “Tra me e l’assessore Del Vecchio – ha detto - c’è un problema di impostazione, vediamo i dati del 2008: per i servizi sociali c’è una previsione di 5.356.200 euro e la cifra assestata è di 5.617.110 euro; per il 2009: sempre sui servizi sociali, la richiesta è di 6.080.200 euro, i tagli effettuati sono di 257.260 e l’assegnazione definitiva è di 5.822.950 euro. Ora: il dato definitivo del 2009 (5.822.950), va paragonato al dato assestato del 2008 (5.617.110)”. Si evince che l’aumento è di soli 200.000 euro. (...)
M.F.,
Finalmente il PD e Fano Vale attaccano la Fondazione Fano Solidale; noi di Res publica già l'anno scorso avevamo evidenziato che i bilanci di Anziani Sereni, prima, e fano Solidale, adesso, chiudevano in perdita!
In questi 4 anni mai una parola, che mi risulti, dall'opposizione di centro-sinistra in Consiglio Comunale, eccetto Carlo De Marchi!
domenica 18 gennaio 2009
Grande Renato Curcio ieri a Pesaro!!

2 ore d'eccezione con un protagonista della storia recente d'Italia: Renato Curcio ci ha tenuto per due ore appesi alle sue parole, tutti attenti a non perderne una.
E ha parlato dei campi di concentramento che sono i CPT, dove lo stato segrega i migranti senza che abbiano commesso alcunchè, solo perché "NON GRADITI", e poi, dopo giorni, o mesi, dice loro siete liberi, tornatevene a casa. Ma questi scappano in Italia, in Europa, in cerca di un lavoro, ma il messaggio che gli rimane impresso è "Tu puoi rimanere, ma sappi che per 10 anni vivrai qua SENZA DIRITTI CIVILI", NON_CITTADINI, esseri di serie B.
E Curcio ha citato prima Lombroso poi Ottolenghi, che all'inizio del 900 istituì il sistema di prendere le impronte digitali a chiunque entrasse in carcere, in base al presupposto che chi delinque, o è stato sospettato di farlo, agguingo io, sarà portato "per sua natura" di nuovo a delinquere.
Quegli esseri di serie B li ritroviamo ai Mercati generali a Milano, nelle imprese di pulizie della Grande Distribuzione, in coop. che hanno l'appalto, e lavorano fianco a fianco con i dipendenti di Auchan Carrefour Ipercoop Esselunga ecc. , naturalmente a tempo determinato, - quelli che Grillo chiama "Gli schiavi moderni", ma che, rispetto ai migranti, sempre non in regola, clandestini, senza diritti civili, - sono dei privilegiati, e non si devono lamentare di essere precari a vita, che altrimenti, se "parlano" se si lamentano, possono fare la fine loro, e andare a lavoraere nelle cooperative che sono in appalto.
Ha parlato anche dei "dispositivi", citando Michel Focault, e fra i dispositivi quello che i dipendenti dei grandi ipermercati NON devono parlare fra loro, non devono COMUNICARE, così rimangono SOLI davanti al datore di lavoro che cerca di fare con ciascuno un accordo, per accontentarli su un loro bisogno, ma ricattandoli su tutto il resto.
Interessanti i richiami al carcere, ospedale psichiatrico, carcere psichiatrico (inventato da Lombroso come via di mezzo tra i primi due...) come ISTITUZIONI TOTALI, raccontando un episodio personale di quando era nel 74 a Casale Monferrato.
Sono intervenuto anch'io come altri.
Ho comprato un suo libro, RECLUSIONE VOLONTARIA, edito da Sensibili alle Foglie, casa editrice cooperativa, che per non subire il ricatto delle case distributrici, non è presente nelle librerie, ma vende direttamente.
www.sensibiliallefoglie.it il sito
sensibiliallefoglie at tscali.it la sua mail.
Ettore
martedì 6 gennaio 2009
Conflitto di interessi e spreco di denaro pubblico?
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=5D36B3314443F74BA491AA6155132236
Berardi risponde alla Destra: "Risanai i conti, ora si indaghi sull'Ente Manifestazioni"
"Io chiamai Fo al Carnevale: è un genio"
FANO - Dopo Capodanno è sempre Carnevale, ma prima degli eventi vengono le polemiche. "Non ho il piacere di conoscere Federico Sorcinelli - commenta Alberto Bearardi in risposta all'intervento di ieri del segretario comunale della Destra -. ma con cortesia rispondo: 1) non è elegante definire la giunta Aguzzi "bieca" (cioè torva, truce, minacciosa, livida, sinistra) . E' anche errato definirla di centrodestra, la giunta Aguzzi è soltanto anomale e politicamente confusa. 2) la presidenza dell'Ente Manifestazioni non può essere definita "poltrona" perché richiede impegno e competenza, comporta dei rischi e non prevede indennità alcuna. Molti politici se gli venisse offerta la rifiuterebbero sdegnati. 3) Nel dicembre del 1999 il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio e l'allora Sindaco mi affidarono il compito di provare a salvare il Carnevale di Fano che rischiava di morire sommerso dai debiti. Non mi fu offerta una poltrona ma una sedia elettrica. La mia nomina fu tutto meno che politica. 4) Non è vero che prima di me alla presidenza c'era una consigliera provinciale dei Ds. Documentarsi è imprescindibile. 5) Il Carnevale visse davvero, dal 2000 al 2004, una "era felice": ingresso gratuito, riqualificazione culturale, recupero del Centro storico, spettacoli, pubblicazioni, musica, gastronomia, arti figurative. Di tutto e di più. Bilanci in attivo per 5 anni consecutivi. I debiti pregressi furono quasi interamente saldati. Nel 2005 arrivarono le Lecciso ed iniziò la spirale debitoria. 6) non è vero che ho avallato scelte "di precedenti giunte di sinistra". La responsabilità di aver chiamato per due anni a collaborare al nostro Carnevale il premio Nobel per la letteratura Dario Fo è mia. Ne vado orgoglioso. Fo è un genio. Negarlo è sciocca faziosità politica. 7) non si può sostenere che : "nel 2005 il contributo comunale fu largamente superiore a quello degli anni precedenti e degli anni successivi" e subito dopo che: "non certo il Comune" diminuì il contributo. Un oltraggio alla logica. I tanto citati a sproposito chassis (160.000 euro) furono comprati dal Comune non dalla Carnevalesca . Il contributo previsto per il 2005 era di 200.000 euro ad esso ne furono aggiunti prima 18.400, poi altri 56.170 per sanare il deficit. Incredibile ma vero. Il debito è dell'Ente Manifestazioni ma a pagare fu il Comune. Non mi sembra corretto. Oggi il contributo è di appena 150.000 euro quasi la metà di quello di ieri . E' ridicolo accusare Provincia e Regione. Se il Comune non crede nel Carnevale non può pretendere che ci credano gli altri. A questo punto é Sorcinelli che deve dire se è accettabile che un consigliere comunale (ndr: Margherita Campanella) gestisca come presidente dell'Ente Manifestazioni il pubblico denaro e se non è il caso di chiedere una indagine amministrativa sui dati forniti. La battaglia per cacciare fuori la politica dal Carnevale continua".
Questo l'articolo sul C.A. di oggi; io allora mi chiedo:
Un consigliere comunale, la Campanella, che presiede l'Ente Manifestazioni?
Chi decide il contributo e chi lo riceve sono la stessa persona??
E perché sotto la "gestione Berardi" il Carnevale di Fano era in attivo, ora, dal 2005, è una idrovora che succhia denaro dalle casse comunali?
Condannati i protagonisti del “caso Tucker”
Martedì 06 Gennaio 2009 | |||
Cinque condannati, tutti gli altri assolti. Si è concluso così, con le pesanti condanne per Mirco Eusebi, la sua compagna e tre dei suoi più stretti collaboratori, il caso Tucker, la famosa truffa con il tubo anti-inquinamento. Il Tribunale di Rimini, ieri pomeriggio, li ha riconosciuti colpevoli del reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa; sono cadute, invece, le accuse di violenza privata nei confronti dei collaboratori che facevano parte del sistema piramidale creato da Eusebi. Il patron della Tucket, Mirco Eusebi, 44 anni di Macerata Feltria, è stato condannato a 11 anni e 4 mesi di reclusione; la compagna Ivana Ferrara, 41 anni di Campobasso, a 10 anni e 10 mesi. Condannati ciascuno a 9 anni e 4 mesi i suoi collaboratori Simone Ambrogiani, 36 anni di Urbino, e Serenella Pierferderici, 45 anni di Mondolfo. Tre anni, infine, la condanna per Osvaldo Salvi. Tutti gli altri sono stati assolti.
Il caso Tucker scoppiò nell'ottobre del 2002 dopo le inchieste di Striscia la Notizia. Le indagini della Procura della Repubblica di Rimini avevano finito per coinvolgere ben 56 persone: dai vertici della Tucker via via fino agli altri elementi della "piramide". L'organizzazione creata attorno al dispositivo salva-energia e anti-inquinamento si era rivelato, secondo le perizie dei giudici, un vero e proprio "bidone". Alla sbarra, così, era finito lui, Eusebi, la compagna, i collaboratori più stretti. Sotto accusa poi erano finiti anche altri 48 collaboratori, accusati però di truffa "semplice". Nelle convention e nei meeting la Tucker aveva "arruolato" un grande numero di persone che poi, in seguito alla scandalo, avevano presentato il conto a Eusebi. Un esercito di 1940 persone convinte dal carisma di Eusebi a versare somme variabili tra i 1077 e i 9384 euro soltanto per diventare promoter Tucker e ottenere il "diritto" di rivendere a terzi il discutibile dispositivo. Eusebi doveva rispondere anche delle presunte sevizie fisiche e psichiche consumate in un agriturismo della provincia di Terni, dove secondo le accuse gli affiliati poco produttivi venivano motivati "a dovere" per ottenere il massimo del rendimento. Ma al processo queste accuse cadute.
Ben 9500 le persone coinvolte nella truffa. Circa 10000 dispositivi "commercializzati" e solo 500 venduti. Un'ondata di denunce seguita alla segnalazione di un truffato alla trasmissione "Striscia la Notizia". Carabinieri, Finanza e procure di tre città impegnate nelle indagini. Lo Scandalo Tucker è esploso all'inizio di ottobre 2002. In sostanza i tubi miracolosi erano solo una scusa per avviare una sorta di "Catena di Sant'Antonio" che affiliava persone ingaggiandole come "venditori". I malcapitati venivano introdotti nell'organizzazione, una specie di setta religiosa che aveva sede in un residence in Umbria, da una parte con la promessa di lauti guadagni, dall'altra con pressioni psicologiche che derivavano dalla conoscenza anche della vita intima degli aspiranti venditori. Questi infatti che si fidavano ciecamente di Eusebi, ricevevano un "bonus" di un milione e 200 mila lire ogni volta che riuscivano ad attirare alla "setta" amici o parenti, "consegnando" ad Eusebi notizie sulla loro vita privata, che poi venivano utilizzate per i ricatti e le pressioni psicologiche.
mercoledì 26 novembre 2008
Ma Oscardo Ferri, chi si crede di essere?
"fano - Ora sulla graticola del Prg ci finisce la Provincia accusata dalla giunta fanese “di avere buttato con i pannolini sporchi anche il bambino”, cioè di avere eliminato dallo strumento urbanistico previsioni importanti per lo sviluppo di Fano e del suo territorio sia di carattere economico che di carattere sociale.
Estremamente penalizzato ad esempio risulta il comparto turistico. Non ha peli sulla lingua il presidente della Commissione Urbanistica Oscardo Ferri nel sancire le prescrizioni notificate dall’ente di controllo che ha privato lo strumento urbanistico di circa il 30 per cento delle nuove lottizzazioni previste. “La Provincia – ha detto – ha letteralmente falcidiato il sistema turistico, eliminando tutte le previsioni di alberghi e villaggi turistici nei pressi della fascia balneare; ma noi non resteremo con le mani in mano. Incominceremo subito a programmare una serie di riunioni della commissione per decidere che cosa riproporre sotto forma di variante, se troveremo l’unanimità dei componenti, tanto di guadagnato, altrimenti procederemo a colpi di maggioranza”. Ferri ha inoltrato anche una interrogazione al sindaco invitandolo ad appurare attraverso l’ufficio legale del Comune se da parte della Provincia esistano violazioni che possano configurare “l’abuso di potere in atti d’ufficio”.
Ecco, non contento di essere stato il principale artefice di un PRG che passerà a lla storia per aver tentato di seppellire Fano sotto una coltre di asfalto e cemento, il buon Oscardo, vedendosi tagliare i comparti che secondo la Provincia violavano norme comunitarie (non si può costruire a meno di 300 m. dal mare..soprattutto in zone tutelate come SIC e ZPS...) vorrebbe usare i legali del Comune, che PAGHIAMO NOI, per analizzare se nel comportamento dei tecnici della Provincia si possa ravvisare l'ipotesi di reato di "abuso di potere in atti d'ufficio".
Ma visto che la Provincia, per tutelare i cittadini fanesi, gli ha "rotto" il giocattolino, perché Oscardino, l'avvocato, non se lo paga LUI??
Il signor Oscardo Ferri, da buon ex-socialista, è troppo abituato a fare gli affari propri con i soldi pubblici; non per niente è stato nominato Presidente della Commissione Urbanistica...
domenica 19 ottobre 2008
Federico Valentini sulla ex-caserma Paolini è d’accordo con Res publica!
Ieri alla manifestazione Federico Valentini mi ha parlato della conferenza –stampa tenuta ieri mattina a Fano-Tv sulla Paolini, riferendomi del suo dissenso all'acquisto tout- court e della proposta di indire un referendum su tale argomento.
E infatti leggiamo sul Corr.Adriatico di oggi :" E' poi veramente il caso di spendere 65.000 euro per spostare gli uffici comunali, specialmente quando la città ha più bisogno di interventi sociali e di nuove strutture viabili? Non è questa la vera priorità della città di Fano!". Valentini ha proposto di indire un referendum sulla questione. In caso di rifiuto lo organizzerà direttamente il Pd."
A parte il refuso di stampa (per spostare gli uffici comunali e acquistare la Caserma ci vogliono, semmai, 65.000.000 di euro…) siamo molto soddisfatti che il candidato sindaco del primo partito cittadino sia giunto, alfine, sulle nostre posizioni, comuni a tanti altri fanesi, che portiamo avanti dall'anno scorso, sin da quando venne fuori il famoso "Protocollo d'intesa" tra Carloni e Visco; già allora avevamo messo in evidenza come, comunque la si impostasse, con o senza STU, l'operazione acquisto ex Caserma era un'operazione del tutto inutile, e sbagliata, per la città di Fano, per la quale ben altre erano, e sono, le priorità!
Era ora che anche il PD arrivasse su queste posizioni, dopo aver tanto a lungo insistito sia sull'acquisto (già la precedente Giunta ci aveva provato, e a spingere l'operazione era stato proprio il cugino di Federico, Valentino Valentini!)sia sulla destinazione d'uso, che Carnaroli a gran voce chiedeva fosse quella, e solo quella, indicata nel "suo" PRG, e cioè "scuole e università".
Ora, anche grazie a una devastante crisi finanziaria in corso, che ha messo in ginocchio le nostre maggiori banche e quelle di tutto il mondo, e ad una recessione incipiente, ma di cui si avvertono i primi segnali (la "Antonio Merloni" di fabriano è stata ammessa a godere dei benefici della Legge Marzano, che ne evita il fallimento, la stessa di cui beneficiò la Parmalat nel 2003) Federico Valentini, che fino all'altro ieri contestava l'operazione solo sui modi ma non sull'opportunità, si accorge che non è più il caso di insistere sull'acquisto di un edificio, il cui restauro, visto i vincoli delle belle arti, potrebbe costare ben più dei 28 milioni di euro previsti da Carloni nell'incontro di martedì scorso. E lancia l'idea del referendum, che a noi sinceramente non dispiace, visto che può essere l'occasione per far prendere posizione a tanti fanesi che finora non si sono interessati alla questione. Ma i tempi stringono, visto che elezioni comunali ci saranno fra pochi mesi, ormai. Ma già aver preso posizione sull'inutilità dell'acquisto dimostra che in questo momento Federico Valentini è molto più "vicino" agli interessi e ai bisogni della gente del suo "rivale" Aguzzi; e di ciò gli va dato merito.
Ettore Marini
Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 064 del 02/10/2008
DE CASTRO, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, RANDAZZO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
in Italia da qualche anno la vendita diretta di latte crudo, dal produttore al consumatore, ha subito una forte espansione grazie all'installazione di distributori automatici su tutto il territorio nazionale (circa 800 distributori di cui 300 in Lombardia);
il latte crudo mostra analoghe caratteristiche qualitative rispetto al latte fresco pastorizzato e il suo consumo rappresenta un'opportunità economica per gli allevatori che hanno deciso di investire sulla filiera corta;
dal punto di vista nutrizionale e di genuinità il latte crudo rappresenta un'opportunità anche per i consumatori purché siano informati sulla necessità di distruggere preventivamente i microorganismi patogeni in esso presenti attraverso il riscaldamento del prodotto almeno a 70°C;
considerato che:
nella Comunità europea solo pochi Stati membri hanno autorizzato il commercio di latte crudo per il consumo umano diretto. Il mercato del consumo diretto di latte crudo è limitato e marginale (stimato in 200 tonnellate per l'Unione europea a 25 Paesi);
da una rassegna sugli episodi tossinfettivi dal 1980 al 2000 in sette Paesi industrializzati (Europa ed USA), emerge che tra l'1 e il 5 per cento di tutti gli episodi sono connessi con il consumo di prodotti lattiero caseari, e il 37,5 per cento di questi sono causati dal consumo di latte crudo;
il rischio che nel latte crudo possano essere presenti agenti patogeni è reale e, al contrario di quanto avviene nelle produzioni industriali, nel processo produttivo non sono presenti fasi in grado di bonificare il prodotto dalla presenza di microrganismi patogeni;
il controllo dei patogeni in allevamento, al di là dell'applicazione delle buone pratiche di allevamento, non è facilmente perseguibile in considerazione del fatto che questi possono: essere causa di specifici eventi morbosi negli animali, colonizzare l'intestino degli animali ed essere eliminati con le feci; essere presenti sulle mucose e sulla cute degli animali; essere presenti nell'ambiente e sulle mani degli operatori;
il rischio dovuto alla potenziale presenza di agenti patogeni nel latte crudo può essere amplificato da una non corretta gestione domestica del prodotto da parte del consumatore (eventuali carenze del mantenimento della catena del freddo, nel trasporto e nella conservazione domestica);
la percezione che il rischio associato al consumo di latte crudo sia superiore a quello associato al consumo di prodotti trattati termicamente è evidenziata, a livello di autorità sanitarie, dai provvedimenti normativi regionali (circolari) che tendono a ridurre il rischio stesso tramite la comunicazione agli utilizzatori;
considerato inoltre che:
durante il trattamento termico, obbligatorio prima del consumo secondo quanto stabilito dai principali provvedimenti normativi regionali di cui sopra, tutti i componenti del latte subiscono, in maniera più o meno evidente, delle modificazioni e alcune componenti, come le vitamine, possono andare distrutte;
nella Conferenza "Vendita diretta di latte crudo: qualità e sicurezza" dello scorso 11 settembre 2008 tenutasi a Tradate (Varese) sono stati presentati i risultati relativi alla Lombardia del "Monitoraggio e controlli ASL sul latte crudo";
il Piano dei controlli ufficiali illustrato nella Conferenza di cui sopra indica che, nel 2007, su 220 aziende lombarde autorizzate alla vendita diretta di latte crudo, il 13 per cento (29 in numero) sono state sospese in seguito al superamento dei parametri consentiti dalla legge,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che il 13 per cento del campione di aziende analizzato in Lombardia nel 2007 è stato sospeso per il superamento dei parametri consentiti dalla legge;
se sia stato richiesto il parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanità per analizzare la problematica richiamata nella regione Lombardia ed individuare gli interventi necessari alla sua risoluzione;
quali provvedimenti intenda adottare per garantire una corretta e trasparente informazione al consumatore in merito alla modificazione delle componenti qualitative e di freschezza del latte crudo dovuta alla bollitura prima del consumo, giudicata necessaria dalle autorità sanitarie per assicurare l'eliminazione dei microorganismi patogeni in esso presenti.
(4-00607)
sabato 19 luglio 2008
Lettera aperta di Gabriele Darpetti - Bene Comune agli amici di Beppe Grillo fanesi
Spero che non siate rimaste delusi dalla nostra scelta di annunciare in Conferenza Stampa che Bene Comune intende correre da solo alle prossime elezioni amministrative, con un proprio candidato sindaco, che è Carlo De Marchi.
Anche se in politica occorre usare la logica del “mai dire mai”, era abbastanza chiaro per chi ci ha seguito in quello che abbiamo detto e scritto in questi mesi, che questa era l’unica scelta possibile.
La nostra disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche, PD in primis, non può essere scambiata per una disponibilità a rivedere la nostra posizione. In mancanza di nuovi ed importanti fatti concreti, la nostra scelta è coerente con quelli che sono stati i nostri comportamenti Solo chi trasferiva in noi le sue aspettative senza “ascoltarci” realmente, poteva pensare ad un nostro cambiamento di rotta.
Ma al di là di questa premessa, io penso e auspico, che il confronto e la collaborazione reciproca potranno sicuramente continuare, anche perché il vostro modo di pensare e di agire è sicuramente più vicino a noi di quanto lo sia rispetto al PD.
Se c’è una coerenza nella volontà di combattere la casta politica, quella la trovate proprio in Bene Comune, una lista civica vera, con tanti cittadini che prima non avevano mai fatto politica, e che la fanno realmente con spirito di gratuità e di servizio e non per realizzare vendette o per guerre di posizionamento dentro gli altri partiti.
Se c’è una coerenza con quanto sta dicendo Grillo da molti anni, sulla necessità di ripartire dalle città, con movimenti dal basso, senza collegamenti o alleanze con altri partiti compromessi, quella la trovate oggi solo in Bene Comune.
Se c’è una coerenza nella tua avventura alle politiche nazionali con “per il bene comune”, ossia con la voglia di sfidare il sistema, di proporre un metodo nuovo, persone nuove che ragionano sui dati e non sulle false promesse, quella la trovate in Bene Comune.
Se c’è una coerenza con il percorso di Lista Civica Provinciale, che crede nella necessità di andare da soli, al di fuori di ogni alleanza partitica, per unire i cittadini che vogliono realmente dare un contributo, quella la trovate in Bene Comune.
Sono convinto che non cadrete anche voi nel tranello del voto utile. E’ un tranello già usato a livello nazionale, ed è sotto gli occhi di tutti le conseguenze che ha portato. Inoltre al primo turno (aspetto fondamentale rispetto alle elezioni nazionali) si votano i consiglieri comunali con sistema proporzionale, ed è in questa occasione che si può far valere il voto di opinione.
Così come sono convinto che non cadrete nel tranello che “per battere Aguzzi” bisogna chiudere gli occhi, il naso e la bocca. Primo, perché nella logica del bipolarismo (o peggio ancora dello strisciante bipartitismo) questa è una menzogna che fa comodo ad entrambi gli schieramenti. Secondo perché Aguzzi con il suo centrodestra, non è molto diverso o di gran lunga più pericoloso di Ucchielli con il suo centrosinistra (e Valentini è solo il loro rappresentante fanese).
Io so, che vi basterà frequentare per un po’ il PD, per rendervi conto di certe situazioni che noi, che abbiamo iniziato l’esperienza politica fin dalla primavera del 2003, abbiamo già toccato con mano. E’ solo questione di tempo.
Un’altra politica è possibile, ma è necessario ripartire da nuove basi, da nuovi comportamenti. Non è per voler fare i duri e puri a tutti i costi, o perché ripudiamo a priori i compromessi che una sana politica richiede. Ma oggi il degrado è giunto troppo in basso, e quando si è troppo vicino a terra i compromessi diventano francamente inaccettabili.
Per ripartire da qualcosa che possa interessare di nuovo i cittadini, bisogna avere il coraggio di voltare pagina realmente.
Con grande affetto. Gabriele Darpetti
giovedì 5 giugno 2008
I magistrati di Salerno: «Gravi ingerenze nel lavoro di De Magistris»
CATANZARO - «Il contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare il pm Luigi De Magistris negli anni della sua permanenza a Catanzaro appare connotato da un'allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura». Lo afferma la Procura della Repubblica di Salerno, nel provvedimento con cui ha chiesto l'archiviazione nei confronti di De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, nell'ambito dell'inchiesta avviata nei suoi confronti su denuncia di magistrati e altri soggetti coinvolti nell'inchiesta «Toghe lucane», di cui il pm in servizio nel capoluogo è titolare.
L'INCHIESTA - L'inchiesta è stata condotta dal Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Salerno, titolari il procuratore della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, e il sostituto procuratore Gabriella Nuzzi. Il procuratore Apicella mercoledì mattina è stato a Catanzaro, dove ha ascoltato il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli e dopo tre ore di incontro non è riuscito ad ottenere alcuni documenti dell'inchiesta Why Not. Catanzaro non ha concesso la documentazione richiesta perché l'inchiesta è attualmente in corso. I magistrati di Salerno, quindi, evidenziano nel provvedimento di richiesta di archiviazione «la pressante attività di interferenza alle indagini posta in essere dai vertici della Procura della Repubblica di Catanzaro, e resasi sempre più manifesta con il progressivo intensificarsi delle investigazioni da parte del pm De Magistris. Alle continue ingerenze sull'attività inquirente è risultata connessa, secondo una singolare cadenza cronologica - è scritto ancora nel provvedimento - la trasmissione di continue denunce e segnalazioni agli organi disciplinari ed alla Procura di Salerno».
VERIFICHE SU PERQUISIZIONI A GIORNALISTI - La Procura di Salerno sta inoltre verificando se collaboratori di polizia e giornalisti di cronaca giudiziaria siano stati coinvolti strumentalmente in inchieste condotte dalle Procure di Matera e Catanzaro, subendo anche perquisizioni. Tra i giornalisti perquisiti, su ordine della Procura di Matera, risultano: Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera; Gian Loreto Carbone, inviato della trasmissione Rai «Chi l'ha visto»; Nicola Piccenna, giornalista del settimanale Il Resto; Nino Grilli, direttore de Il Resto; Manuele Grilli, editore dello stesso settimanale. A loro era stato contestato, in concorso con il capitano dei carabinieri Pasquale Zacheo, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione. Altra giornalista coinvolta nelle indagini, questa volta della Procura di Catanzaro, è Chiara Spagnolo, del Quotidiano della Calabria, a cui era stato contestato, tra l'altro, il reato di divulgazione di atti coperti da segreto: subì una perquisizione su ordine della Procura di Catanzaro.
DE MAGISTRIS: ACCUSE INFONDATE - E De Magistris ha così commentato la notizia: «Mi sono difeso, in questi mesi, da esposti e denunce ingiusti ed infondati, esprimendo sempre massima fiducia nella magistratura di Salerno, competente per legge». Poi ha aggiunto: «Ho anche rappresentato molteplici fatti sempre nelle sedi istituzionali e in primo luogo all'autorità giudiziaria di Salerno, per contribuire doverosamente, da magistrato, ad evidenziare l'attività di ostacolo posta in essere ai miei danni ed alle funzioni che ho cercato e cerco ancora di svolgere nell'esclusivo interesse della giustizia».
SVILUPPI - E ora? Ora sembra probabile che la Procura di Salerno vada oltre al provvedimento di archiviazione e si ipotizza possa portare avanti un'indagine contro gli stessi magistrati che hanno sottratto le inchieste Why Not e Poseidone a De Magistris. Intanto il primo luglio, la prima sezione disciplinare del Csm deve decidere in merito al trasferimento di De Magistris. Ma tra coloro che dovranno giudicare ci sono componenti del Csm stesso oggetto delle indagini di De Magistris. Un vero e proprio groviglio.
Fonte corriere della sera
mercoledì 4 giugno 2008
IL CAMPO D’AVIAZIONE NON E’ UN POLLO DA SPENNARE
Senza un parco cittadino di pregio, che non sia ridotto a una semplice zona verde di mitigazione tra una strada e un aeroporto, Fano rimarrà una città mozza; se ai fanesi verrà sottratta l’ultima risorsa spendibile in tal senso, sarà compiuto l’ennesimo sacrificio sull’altare degli interessi dell’economia e del potere.
Sull’area del Campo d’Aviazione da anni si fronteggiano molti appetiti: l’aviazione generale, gli aeromodellisti, la speculazione edilizia, i paracadutisti, le imprese agricole, alcuni ricchi industriali e recentemente anche gli ultraleggeristi. Fino ad oggi, le amministrazioni che si sono susseguite hanno dato ampio spazio a tali interessi e molto meno al parco, agognato da tanti cittadini che da anni il 2 giugno lo dimostrano appropriandosi di quell’area anche per un solo giorno, grazie al lavoro encomiabile dell’associazione Bartolagi.
Nel corso degli anni, poco alla volta, su quell’area si sono costruiti gli hangar con i soldi pubblici, è stata aperta al traffico una strada realizzata prima a senso unico e recentemente a doppio senso, è stata ampliata la preesistente recinzione aeroportuale fino ad impedirne il circuito podistico. L’ultimo colpo, però, sarà inflitto dal nuovo Piano Regolatore comunale, che ha sancito il taglio dell’area con un’arteria stradale di grande comunicazione, comprensiva di rotatorie, oltre alla possibilità di costruire immobili “a servizio” del verde per 17.000 mq! Non bastasse, l’ultimo Piano Triennale degli Investimenti del comune prevede di utilizzare 300.000 euro di soldi pubblici per asfaltare la pista dell’aeroporto, in virtù di un presunto sviluppo economico che è stato qualificato insensato e non fattibile da parte di competenti economisti e studi super partes.
Su quell’area i fanesi hanno sacrificato già troppi soldi a servizio di pochi eletti, ma questo non è un motivo per continuare a spenderne degli altri, rincorrendo chissà quale altro improponibile sviluppo dell’aeroporto, comunque incompatibile con la funzione ricreativa ed ecologica del futuribile Parco pubblico.
Se gli urbanisti e gli economisti nei loro piani di sviluppo inserissero i costi ambientali, sociali e sanitari, ben altre sarebbero le scelte sul territorio: non ci sarebbero le case vicino ai camini delle fabbriche a Bellocchi, non si spenderebbero soldi pubblici per realizzare le scogliere artificiali necessarie a difendere strade e caseggiati costruiti praticamente nell’acqua, né gli abitanti di Carrara avrebbero dovuto pagare il loro tributo in termini di salute, accerchiati come sono da una cava-discarica, una fornace e una centrale elettrica.
Basta con le scelte sbagliate: che facciano un passo indietro tutti i portatori di singoli ed egoistici interessi, in nome di quelli di un Parco vero e di pregio, di cui finalmente l’ambiente e tutti i cittadini possano trarre vantaggio.
domenica 4 maggio 2008
Replica all'articolo apparso oggi sul Corriere adriatico: "Gli amici di Beppe Grillo sono una forza politica",
a firma M.F.
2 precisazioni
